“…CONSIDERATO che l'orientamento costituisce - nella dimensione culturale ed economica dell'Unione europea - una fondamentale componente strutturale del processo formativo di ogni persona lungo tutto l'arco della vita, a partire dalla scuola dell'infanzia e che contribuisce in modo significativo allo sviluppo delle politiche attive del lavoro…”
Gli Atti di Indirizzo del 6 agosto 1997 con la Direttiva sull’Orientamento delle studentesse e degli studenti chiariscono che l’orientamento non si configura come un’azione educativa a se stante limitata a cicli scolastici in cui è necessario fare una scelta, ma diventa una componente strutturale del processo formativo continuo lungo tutto l’arco della vita.
Questo viene esplicitato nell’art.1: “L'orientamento - quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado - costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell’infanzia. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile”.
Ne risulta che l’orientamento non è una attività episodica, ma interessa tutto il percorso della vita di un individuo, “costruendo e (ri)costruendo un progetto di vita e di scelte” che coinvolge le abilità, le competenze il sistema di valori, il contesto socio-economico e culturale.
Nell’ art.2 le scuole di ogni ordine e grado, nell’esercizio della loro autonomia, “prevedono nel programma di istituto attività di orientamento che i consigli di classe inseriscono organicamente nei curricoli di studio, valorizzando il ruolo della didattica orientativa e della continuità educativa.”
Come aiutare lo studente a rivedere lo sviluppo delle sue competenze e a documentarlo? Come aiutare lo studente a riflettere sul percorso svolto?
Tra le azioni più significative sono indicate:
- la realizzazione delle iniziative di orientamento all'interno delle attività curricolari;
- la formazione iniziale e in servizio dei docenti sui temi dell'orientamento con riferimento all'organizzazione scolastica, alle abilità relazionali nel rapporto educativo, alla didattica orientativa e all'impiego delle tecnologie didattiche;
- l'attribuzione di precise funzioni relative agli interventi da svolgere, con l'individuazione dei soggetti e delle loro responsabilità;
- la raccolta e la diffusione delle informazioni alle famiglie e agli studenti, anche a sostegno delle loro autonome iniziative;
- lo sviluppo di iniziative studio-lavoro, di esperienze nel campo sociale, della cultura e del volontariato;
- lo sviluppo di iniziative di preparazione e di verifica della scelta degli studi universitari.
Nelle “Linee guida ministeriali sull’orientamento” (Decreto n. 328 del 23 dicembre 2022), la didattica orientativa diventa uno strumento indispensabile per la realizzazione del curriculo verticale; al p. 4.2 “L’attività didattica in ottica orientativa è organizzata a partire dalle esperienze degli studenti, con il superamento della sola dimensione trasmissiva delle conoscenze e con la valorizzazione della didattica laboratoriale, di tempi e spazi flessibili, e delle opportunità offerte dall’esercizio dell’autonomia”.
Dunque una didattica esperienziale, concreta, efficace, formativa, una didattica per competenze con lo scopo di favorire l’inserimento dell’individuo nel mondo del lavoro attraverso scelte consapevoli e responsabili.
L.S.