AUGURI PASQUALI DEL DIRIGENTE

 ALLA COMUNITÀ EDUCATIVA 
 
Pax optima rerum quas homini novisse datum est,
pax una triumphis innumeris potior...
Silius Italicus, Punica
 
Gentili docenti, dsga, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici ed esperti, cari studenti e genitori, anche questa Pasqua la ricorderemo per le peculiarità che caratterizzano la fase storica che stiamo vivendo. Se i due precedenti periodi pasquali sono stati contraddistinti dalle restrizioni da Covid-19, stavolta al disgelo della paura pandemica fanno seguito le apprensioni per il ritorno della guerra in Europa. Più in generale, ritorna attuale la necessità della salvaguardia della pace mondiale, considerando gli attori implicati nella questione ucraina. In un pianeta sano, il benessere dei popoli e l’armonia dovrebbero essere al centro di tutto, aspirando alla sicurezza, alla prosperità e alla giustizia universale, nel rispetto dell’unicità delle caratteristiche di ogni nazione. Ogni Stato dovrebbe lavorare per un ordine mondiale internazionale non più dipendente dalle politiche egemoniche di pochi, ma da un sistema di governance globale, in cui sia ascoltata la voce di ogni singolo Paese, nell'ottica di uno scenario futuro condiviso, equo, giusto, democratico e multipolare. Per raggiungere questi obiettivi sarebbe ora di uscire dalla logica della "trappola di Tucidide". Se esaminiamo la storia dell’età moderna in poi, l’aspirazione ad un ordine transnazionale equo e ragionevole è stato sempre l’obiettivo madre per cui l’umanità ha lavorato. Non a caso dal Trattato di pace di Vestfalia alle Convenzioni di Ginevra, dalla Carta delle Nazioni Unite alla Conferenza di Bandung etc., le relazioni internazionali si sono trasformate attraverso una serie di principi universalmente accettati. Tali principi dovrebbero essere il fondamento della costruzione della società umana del futuro, nel segno di un nuovo Rinascimento, scacciando l'incubo di una terza guerra mondiale. Certo la modernità liquida, per dirla alla Bauman, è  qui a mostrarci come una condanna senza appello la labilità di qualsiasi ipotesi di "costruzione" in quest'epoca. Tuttavia, come ricordava lo stesso filosofo polacco sopra richiamato, durante l'incontro Assisi 2016 - Sete di pace, «è necessario affidare le speranze del genere umano non ai generali dello scontro di civiltà, ma a noi soldati semplici della vita quotidiana. Noi non possiamo sottrarci dal vivere insieme e se c’è una parola da ripetere continuamente è: dialogo. Una cultura che privilegi il dialogo e che deve essere parte integrante dell’educazione. Il dialogo non è un caffè istantaneo, non dà effetti immediati, il dialogo è la pazienza, la determinazione e la profondità. E la persona pubblica che pensa in questa maniera è papa Francesco (N.d.R. l'unico poi che nel 2022 avrà il coraggio di dire "siete dei pazzi", senza distinguo e contestando le vecchie logiche di potere). I politici danno solo un caffè istantaneo che è una bugia. Non si può negare che stiamo in uno stato di guerra. Ma solo con il dialogo ci sono vincitori, non perdenti».
 
Con queste parole di Zygmunt Bauman più attuali che mai vi saluto ed al contempo auguro a tutta la comunità educativa una serena Pasqua, invitando tutti a partecipare alle nostre iniziative condivise di solidarietà:
 
Il Dirigente
Prof. S.A.
Categoria: